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Ventiquattro ore per (non) cambiare: Bonazzoli e quelle clamorose chiamate sfiorate

Io ora mi alleno. Ma se avete novità, fatemi sapere”. L’attesa per un futuro incerto, l’ansia di un presente da riconquistare. Federico Bonazzoli ha vissuto un ultimo giorno in bilico, un po’ come lo scorso 5 ottobre. Allora, arrivò il Torino. Questa volta, invece, non è successo nulla. Un po’ per scelte di altri, un po’ per scelta sua.

 


In quelle parole, Bonazzoli di fatto era stato chiaro: sa che il reparto è affollato, ma vuole restare per dire la sua. Sembra una profezia, ma intanto contro l’Atalanta ha segnato il terzo gol (quello del pareggio) e quell’esultanza rabbiosa, quasi in lacrime, è lo specchio di quella che è stata la sua ultima settimana. Con quel 1 febbraio di addii sfiorati.

  


 

Classica bolla di sapone di fine calciomercato: proposte, trattative dell’ultimo secondo che sembrano caldissime ma che non possono funzionare per troppi incastri. E dopo il no definitivo al Crotone (prima vicino, poi sempre più lontano, i retroscena), il telefono di Tullio Tinti ha iniziato a squillare verso la metà della mattina. Dall’altra linea c’era Krause, che cercava rinforzi per il suo Parma (quelle immagini…). “Lo facciamo?”. “Sì, procediamo”.

 


Effetto domino non riuscito: il Parma avrebbe dovuto liberare un posto nella lista, occupato da Sprocati. Anche lui sembrava del Frosinone, e invece no. “Tutto saltato, Fede”, gli scrivono, mentre lui si allena con Nicola. A Torino spazio sembra averne poco, ma non smette di volerlo conquistare.

Genova… in rossoblù?

E poi c’è sempre Genova che lo aspetta, nel caso. Ma se fosse con gli altri colori? Ieri mattina, Ferrero ci ha provato. Telefonata a Preziosi: “Che ne dici di Bonazzoli?”. Il presidente rossoblù ammicca e non chiude: non è la prima volta che Samp e Genoa parlano di giocatori quest’anno. Cosa non è andato? Avete presente un certo Scamacca? Con il Genoa che lo tiene, il banco salta: il discorso, abbozzato, si è fermato lì. 

 


 

Magari ci riproveranno il prossimo anno, chissà. Bonazzoli ha sei mesi di tempo per farsi notare. Il telefono non ha squillato, l’allenamento è concluso. E il gol, subito arrivato.

Valentino Della Casa

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