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Braida passione talenti e quella chiamata per l’amico Marotta con… Recoba al Venezia

La carriera di Ariedo Braida si divide in due. La prima parte è praticamente tutta a tinte rossonere: Monza, Udinese e poi Milan per una vita, dal 1986 al 2013. La seconda parte dal Barcellona e arriva alla «new life» Cremonese, di cui è direttore generale dal 12 novembre 2020. Un’esperienza nuova, stimolante, legata a un filo diretto con il passato: il desiderio di scovare, prendere e lanciare giovani talenti. 

Braida ne ha visti (e acquistati!) di gioiellini niente male, da Van Basten a Shevchenko, da Gullit a Kakà. Oggi chiude l’attaccante classe 2002 Lorenzo Colombo alla Cremonese, in prestito dal… Milan. Non un caso. Ma Ariedo non ha fatto solo le fortune delle squadre per cui ha lavorato, attenzione a questo aneddoto niente male su… Recoba al Venezia. 

 


 

Una telefonata può allungare la carriera di un giocatore, cambiare il destino di una squadra, far svoltare anche il percorso di un dirigente sportivo. Nel gennaio 1999, un giovane Beppe Marotta lavora nel Venezia e, dopo appena cinque mesi di campionato, si ritrova a sette punti dalla salvezza e con una rosa allo sbando, senza fiducia e piena di paure. Serve un miracolo. O forse solo un tassello, quello giusto, da trovare sul mercato. Urge intervenire e gennaio, fortunatamente, è alle porte.

«Su chi andiamo?» C’è un fantasista nato in Uruguay ma dai tratti orientali, non a caso lo chiamano «Chino»: in campo non corre tanto, gli basta un talento incredibile, ha un mancino che fa magie. All’Inter gioca molto poco per via di una concorrenza stellare tra Baggio, Ronaldo, Zamorano e Djorkaeff, ed è il pupillo di Moratti. Non è semplice da prendere, per niente.

«Gli andrebbe di venire da noi?» chiede Marotta al suo agente, Daniel Delgado, tutt’altro che favorevole all’operazione. «Dai, Chino, non andiamo a Venezia, sono già in serie B… ti rovini.» Il tira e molla va avanti per giorni e si risolve con una chiamata, che non arriva né dall’Inter né dal Venezia.

 


 

«Dani.» È Ariedo Braida che parla, direttore sportivo del Milan. «Dani, devi farmi questa cortesia, vai a Venezia, dagli Recoba!» Il pressing è martellante, come una trattativa. «Dani, vedrai che al Venezia gioca sempre, con Novellino può stupire.»
E soprattutto. «Te lo chiedo per un mio amico che altrimenti retrocede.»

L’amico di vecchia data è Marotta, l’assist è decisivo. È così che il milanista Braida convince un giocatore dell’Inter a firmare con il Venezia, assurdi giri di mercato e strane coincidenze della vita. Il finale, però, è da favola, perché Recoba dice sì e realizza un’impresa, salvando un Venezia che sembrava già affondato.

Redazione

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