Che Inzaghi sia maestro della vittoria last minute è già chiaro. Sono 22 tra Lazio e Inter le volte in cui le sue squadre hanno portato a casa i tre punti negli ultimi dieci minuti di partita. A Roma, molto spesso, quella non era più la zona Cesarini, ma la zona Caicedo. Una zona che ora si trasferisce anche a Milano.
Perché i nerazzurri hanno fatto sul serio per far ricongiungere la coppia dell’ultimo respiro. L’attaccante ecuadoriano, l’estate scorsa, ha sofferto l’addio del tecnico e il suo sostituto, Maurizio Sarri, l’ha subito messo alla porta perché non lo riteneva adatto al suo progetto.
Così Genova e Genoa, dove però la Pantera non si è mai ambientata del tutto. Prima i problemi fisici, poi il rientro in campo subito un gol e un assist contro il Torino, e di nuovo le noie muscolari. Ma anche un malumore crescente e i dubbi se la destinazione scelta in estate fosse quella corretta per la sua carriera.
Ora la chiamata è di quelle importanti. Concrete. Concrete come Caicedo che potrebbe va a giocarsi il primo Scudetto della sua carriera. E così dopo l’immobilismo iniziale sul mercato, il summit di lunedì ha sbloccato le operazioni in casa Inter – occhio anche alla possibilità Gosens – con l’avvallamento per l’acquisto di un attaccante.
Così, dopo appena sei mesi Inzaghi e Caicedo si riabbracciano. Come hanno fatto per 33 volte dopo i gol, in 139 presenze, in maglia Lazio dell’ecuadoriano. E per ben otto volte negli ultimi dieci minuti di gioco. La zona Caicedo.
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