Roberto Mancini, allenatore di calcio (IMAGO)
Mancini a marzo, Gasperini a giugno passando per Conte. Prima di optare per Tudor, la Juve aveva già avuto contatti con diversi allenatori.
La Juventus è alla ricerca del nuovo allenatore dopo la decisione di esonerare Igor Tudor. Arrivata all’indomani della sconfitta contro la Lazio per 1-0, la scelta certifica il momento burrascoso che la società bianconera sta attraversando. Mai come nelle ultime stagioni c’è stato un tale susseguirsi di allenatori, con cicli molto brevi ed infruttuosi.
Per la partita contro l’Udinese la panchina è stata affidata a Massimo Brambilla, allenatore della Juventus Next Gen, in attesa di trovare l’accordo con il futuro allenatore. Tra i nomi caldi c’è quello di Roberto Mancini, ex CT della Nazionale italiana con cui la Juve ha già avuto contatti a marzo, dopo l’esonero di Thiago Motta.
Prima di scegliere Tudor, Giuntoli e Mancini sembravano aver trovato l’intesa, con l’allenatore voglioso di rimettersi al lavoro su una panchina importante dopo la risoluzione di qualche mese prima con la Nazionale saudita. Il dietrofont arrivò dopo l’inaspettato no della società bianconera, non disposta a rateizzare il contratto di un anno e mezzo richiesto da Mancini. Si cercava un profilo disponibile ad un contratto fino a fine stagione, con il club che avrebbe poi ragionato sul futuro con più tranquillità: Tudor diede queste garanzie.
Portato a termine il campionato centrando la qualificazione in Champions League, il contratto di Tudor prevedeva un opzione di rinnovo. La società cercava però altri profili, tanto che Tudor ammise l’incertezza sul suo futuro nel post Venezia-Juve, dicendo che, se le scelte fossero state altre, avrebbe lasciato prima dell’inizio del Mondiale per Club.
Il 31 maggio Comolli, arrivato dopo la rivoluzione dirigenziale con l’addio a Giuntoli, ebbe un contatto diretto con Gian Piero Gasperini. L’allenatore che stava per dire addio all’Atalanta aveva avuto contestualmente incontri con la Roma, chiamato da Ranieri molti mesi prima. Le sensazioni del tecnico di Grugliasco lo fecero virare sul progetto giallorosso, rifiutando la proposta bianconera.
Con Antonio Conte invece non v’è stato mai nulla di concreto. Nonostante fosse uno dei nomi che si facevano a giugno, in concomitanza con la “crisi” con il patron De Laurentiis, l’allenatore non ha avuto contatti importanti con la Juve. Dopo aver ricucito i rapporti con il presidente e aver avuto le garanzie richieste sul mercato, Conte è rimasto a Napoli. La Juve ha proseguito invece con Tudor, rinnovando fino a giugno 2027.
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