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Alle origini di Dimarco nell’ortofrutta di famiglia: “Fede un ragazzo d’oro”

Milano, corso di Porta Romana. Il cielo tende al grigio e la luce dei lampioni si riflette nelle pozzanghere, e nei recenti murales sulle facciate dei palazzi. E’ qui che si trova lo storico negozio di ortofrutta della famiglia Dimarco. Una sorta di seconda casa per Federico, ormai una certezza dell’Inter vice-campione d’Europa. Anche se “agli scaffali del negozio Fede ha sempre preferito il campetto qui di fronte”.


Pane e pallone

A parlare, ai microfoni di GrandHotelCalciomercato.com, è Gianni, il padre del terzino dell’Inter: “Ricordo che già ai tempi dell’asilo e delle elementari Federico e suo fratello Christian (anche lui calciatore, che negli ultimi anni ha girato in prestito in C) amavano scendere di casa in anticipo, alle sette del mattino, per poter fare due tiri a pallone. E’ la loro vita, il loro destino. E quel campetto la loro palestra. Il calcio li ha sempre legati e ha rafforzato il legame che c’è tra loro”.

Mattina e sera, pane e pallone. E, se sulla voce “pallone” ci siamo intesi, è giusto spiegare anche la voce “pane“: “Come mestiere facciamo questo da sempre. Questo ortofrutta è storico, c’è da cinquant’anni”. E si capisce: mentre parliamo, capita spesso che i passanti salutino Gianni. Una chiacchiera qua, un ‘ciao’ là: in quartiere lo conoscono tutti. “Anche Federico, ogni tanto, da ragazzo, dava una mano dopo scuola”.


Il campetto dell’infanzia di Dimarco

L’etica del lavoro

Ora invece l’esterno classe 1997 si gode l’amore dei tifosi nerazzurri: “Sono molto felice, ma non sorpreso: questi traguardi sono frutto del talento e, soprattutto, di tanto lavoro. Come famiglia gli abbiamo sempre insegnato l’etica del duro lavoro e dell’impegno. Lui l’ha applicata e ora stanno arrivando i successi”.


“Il segreto è avere sempre la testa salda sulle spalle e i piedi ben piantati a terra. Perché fare il calciatore è un mestiere, ma ancor prima un privilegio: lavorare qui in negozio è più difficile, Fede lo sa. E gli auguro di continuare a godersi questo spledido viaggio”. Un momento d’oro, per “un ragazzo d’oro“. I sacrifici e il lavoro portano sempre i frutti.

Luca Bendoni

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