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Falcinelli e Falco, quanta Italia nella Stella “Azzurra” di Belgrado

Sulle rive del Danubio c’è una costola d’Italia che sogna in grande. Questa sera affronterà il Milan in Europa League “senza nulla da perdere” come ha detto il suo allenatore, ma con tanta voglia di stupire. Un rapporto quello tra la Stella Rossa di Belgrado e l’Italia che si è intersecato spesso negli anni. Dalla sfida storica del 1988 con il Milan di Sacchi, che forse proprio in quella partita al Marakana divenne leggenda, fino ad arrivare ai giorni nostri con tanti campioni della Zvezda arrivati in Italia. Da Savicevic a Mihajlovic, Jugovic, Pancev e Stankovic, solo per citarne alcuni

 


 

Intrecci di mercato da sempre a senso unico: partenza Belgrado, arrivo Serie A. Una tendenza invertita questa estate, con un italiano alla Stella Rossa, per la prima volta. Sono bastate 48 ore a Falcinelli per entrare nella storia, grazie ad una trattativa lampo condotta quasi in prima persona da due amici. Mihajlovic e Stankovic, bandiere storiche della Stella Rossa che si sono consigliati a vicenda per il bene della Zvezda. Ai serbi serviva una prima punta, di esperienza e perchè non guardare per una volta alla Serie A? E così già in estate diversi dirigenti del club erano stati a Bologna per osservare da vicino gli allenamenti di Sinisa e l’occhio era caduto proprio su quel Falcinelli già visto al Marakana nel lontano 2016 con la maglia del Sassuolo. Detto, fatto e i numeri sono lì a confermare la bontà dell’operazione: 20 partite e 9 gol, con il record in campionato dello straniero più prolifico della storia (7 gol) dopo 10 apparizioni.

 


 

“Beh, se è andata bene una volta perchè non riprovare?”. Tra il serio e il faceto probabilmente è stato questo il pensiero di Stankovic e di tutta la dirigenza nella sessione invernale di calciomercato. Gli italiani in Serbia funzionano. Sono pronti, si inseriscono bene nel contesto del campionato e portano con sé un’esperienza importante a queste latitudini. Ricomincia la caccia direzione Torino. C’è Simone Edera che gioca poco. Stankovic lo conosce, lo osserva dai tempi della Primavera del Torino, da quel 2015 magico del Double in granata. In più i sei mesi a Bologna sotto Mihajlovic gli consegnano ulteriori report positivi. L’occasione è ghiotta, ma la volontà del giocatore è di rimanere in Italia. Reggio Calabria è meglio di Belgrado e non se ne fa nulla.

 


 

Mollare? Mai, ma il radar si sposta più giù, come latitudine e campionato. Lecce, Serie B. C’è Filippo Falco che è in uscita, riproviamo? Questa volta però la trattativa è più complicata. C’è una clausola di uscita da 1,5 milioni di euro, sono tanti soldi per la Stella Rossa e il Lecce non vuole fare sconti. I due club trattano praticamente per un mese, alla fine trovano una quadra economica. Trasferimento a titolo definitivo per 1,2 mln di euro più 300 mila euro di bonus in caso di qualificazione in Champions League dei serbi.

Stella Rossa sì, ma con Falcinelli, Falco, Pierluigi Brivio come preparatore dei portieri, Vincenzo Sasso e Federico Pannoncini coaching staff di Stankovic, Belgrado è sempre più Azzurra.

Marco Juric

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