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Da Noci all’Islanda, la storia di Guarnieri: “Nel Nord Europa il calcio si sta evolvendo molto”

Più che una carriera, quella di Mattia sembra un itinerario di chi parte per un viaggio in giro per il mondo. L’Italia, una tappa in Spagna e così via. La carta d’identità segna 8 marzo 2000, ma Guarnieri ha alle spalle una lunga storia. Adesso un nuovo capitolo: l’Islanda per rilanciarsi.

La nostra intervista a Guarnieri

Ma com’è finito in Islanda? Partiamo con ordine. Mattia è un portiere cresciuto nelle giovanili dell’Atletico Noci, con due parentesi anche col Bari e col Palermo:  Ho un ottimo rapporto con Sorrentino, ho legato molto con lui. Lo ringrazio per tutto” racconta ai nostri microfoni. in mezzo anche una parentesi spagnola. “Avevo 13 anni. Sono stato a Valencia per un mese: il club mi voleva mettere sotto contratto, ma mia mamma non era d’accordo e così sono tornato in Italia. A quell’età non potevo trasferirmi lì da solo”.

 

Da lì una carriera tra Serie C e la Serie D, poi l’itinerario del viaggio di Mattia si stravolge nel 2020: “Venivo da un anno in Serie D, mi è arrivata una possibilità dalla Serie B finlandese e ho accettato subito. E’ stata una delle esperienze sportive più importanti della mia carriera, ho vissuto belle sensazioni. Eravamo un gruppo unito”. Così Guarnieri lascia l’Italia e firma con l’OTP, dall’altra parte del mondo.

 


 

“Mamma non era tanto contenta, però quando hanno visto in me questa felicità si sono lasciati convincere. Avevamo una squadra con 15 stranieri, tutti da paesi diversi. Inizialmente abbiamo faticato, poi abbiamo trovato la quadra. Ma abbiamo avuti tanti problemi economici, così ho rescisso e sono tornato. L’esperienza è Finlandia non è finita coi fiocchi, ma Mattia la ricorda sempre in modo positivo: “Ricordo che avevamo difficoltà economiche per fare una trasferta e i tifosi si sono accordati con la società per pagarci la cena. Ho avuto un ottimo impatto, sono stati tutti accoglienti, Vivevo nel Nord della Finlandia. Sono stato molto bene: sono arrivato quando c’erano i sei mesi di buio, la mia vita è stata stravolta. Mi sono sentito un po’ come Checco Zalone…”.

 

Ad agosto 2022 il classe 2000 lascia la Finlandia e torna in Italia: dieci lunghi mesi senza squadra, poi la scelta di firmare col Molfetta (squadra di Serie D). Ma nel destino c’è sempre stato l’estero: questa volta niente Finlandia, ma l’Islanda. “Mi è stata proposta questa possibilità. Loro conoscevano la mia storia: ero un po’ scettico, speravo di trovare qualcosa di importante qui in Italia. Alla fine ho optato per partire e lasciare l’Italia”.

 

Il presente è il KFA, club di seconda divisione islandese: “Me ne hanno parlato bene. L’Islanda si sta evolvendo molto, mi hanno detto che rispetto all’Italia sono molto più aperti dal punto di vista mentale: qui c’è sempre ansia quando perdi, là no. Poi la società sta prendendo tanti giocatori forti. Puntano a salire in prima divisione”.

 

Da Noci all’Islanda: il viaggio di Mattia è pronto a una nuova tappa. Con sé un bagaglio pieno di voglia di crescere.

Davide Masi

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