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Tra Adrenalina e Balance: Ibrahimovic e la sua voglia di Milan

Questo non è il vangelo di un dio, ma il diario di un uomo di quarant’anni che fa i conti con il suo passato e guarda dritto negli occhi il futuro, come fosse l’ennesimo avversario da affrontare. L’uomo è Zlatan Ibrahimovic. Le parole sono prese dal suo libro “Adrenalina. My untold story”. Consapevolezza ed equilibrio. Una riflessione sulle pagine scritte e quelle che ancora saranno da scrivere. Passato, presente e futuro.

Nel futuro ancora il rossonero, il presente si chiama Milan campione d’Italia. Perché Ibra tornò a Milano con l’intenzione di riportare lo scudetto ai rossoneri. Quando lo dichiarò, ci fu un velo di incredulità generale e il pensiero della sua solita sana spavalderia. A 11 anni di distanza dall’ultima volta – e la sua prima in maglia Milan – lo svedese ha mantenuto quella promessa.

Zlatan si trova nel mezzo, nell’intreccio di queste tre dimensioni. La coscienza di ciò che è stato, di ciò che l’ha reso tale. La chiara volontà di voler essere ancora protagonista. Oggi. E poi, lei, la paura per il dopo. Non so cosa ci sarà nel mio futuro dopo il calcio, per questo ho un po’ paura di smettere, raccontò a Fabio Fazio a “Che tempo che fa”. Un viaggio, quello attraverso le sue parole, che racconta l’uomo Zlatan. Con un filo conduttore, la sua amata ed essenziale Adrenalina.

 


Da Napoli a Milano

Chiama il Napoli. Vado al Napoli”. La voce è quella di Zlatan. Dall’altra parte del telefono, naturalmente, Mino Raiola. L’attaccante nel libro racconta come l’idea gli fosse nata guardando un documentario su Maradona e il suo rapporto con la città partenopea.

Tum, tum, tum…”. L’adrenalina è tornata. Zlatan non vuole più smettere. E con il Napoli era tutto fatto. Poi l’11 dicembre 2019. Ancelotti che viene esonerato. Cambia tutto. Il Milan ha appena perso 5-0 a Bergamo. “Tum, tum, tum”. Eccola. Ancora. L’adrenalina. Maldini non è convintissimo del suo ritorno. Fondamentale per il suo arrivo è, invece, Boban: “Zlatan, chiedimi tutto quello che vuoi e io te lo do”. Lo svedese torna a Milano. Torna in rossonero, per la sfida più importante ed eccitante della sua vita.

 


“Voglio il Milan a vita”

Ibrahimovic e il Milan. Il Milan e Ibrahimovic. Un legame profondo. Ormai inscindibile. L’uno è parte dell’altro. E non potrebbe essere altrimenti. La seconda esperienza rossonera per Zlatan ha rappresentato e rappresenta un unicum nella sua carriera. Quella più appagante e gratificante, forse. Ibrahimovic è stato ed è un padre e un fratello maggiore. Una guida che ha indicato la via ai suoi compagni. E al Milan intero. Perché se il Milan è tornato a essere il Milan lo deve anche, anzi, soprattutto, allo svedese.

Al cambiamento radicale che ha portato. Un cambiamento di mentalità di tutto l’ambiente: Il Milan è tornato dove doveva essere”. E questo Milan, Zlatan, se lo sente addosso, se lo sente dentro. Se lo sente suo. Negli scorsi mesi, con il contratto in scadenza, espresse chiaramentela sua volontà è quella di continuare: Metto pressione al Milan. Spero di continuare lì per tutta la vita. Anche perché l’altro protagonista di questo Milan, Stefano Pioli, ha già rinnovato. “Ricordati degli amici”, la frase detta dallo svedese al suo allenatore. Palla alla societàOra, dopo lo scudetto vinto e i problemi fisici, è arrivato il rinnovo. Un altro anno in rossonero.

L’idea è quella di continuare a dar spettacolo in quello che è diventato la sua casa, il rettangolo verde di San Siro: “Voglio giocare il più possibile, così da non avere il rimpianto di aver potuto continuare ancora, disse a dicembre Zlatan. Anche per allontanare quell’incertezza che aleggia sull’orizzonte del suo futuro e che un po’ di paura la fa. Anche all’uomo Zlatan.

 


Zlatan e l’adrenalina

Se c’è una costante nella vita di Ibrahimovic è certamente lei. L’adrenalina. Quella che lo tiene vivo. “A quest’età cerco sempre l’adrenalina per arrivare ai miei obiettivi”, ha raccontato sempre nella serata da Fabio Fazio. Anche perché Senza l’adrenalina non arrivo a raggiungere i miei traguardi, a spingermi così in là a 40 anni”. Una compagna di vita. Parte fondamentale della sua essenza, come scrive nel suo libro: “È sempre stato così e lo sarà per sempre. Ho bisogno di sentire l’adrenalina che pompa nelle vene”. Parola di Zlatan.

Nicolò Franceschin

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