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Dall’infortunio al rinnovo a base di... baccalà! Del Piero in Grand Hotel Calciomercato
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Un rinnovo di contratto al gusto di… baccalà. Siamo a maggio, si va verso l’estate del 1999. «Pasqualin, dobbiamo vederci assolutamente». La triade bianconera, adesso, ha fretta. Alessandro, il numero 10, il miglior giocatore della rosa, il simbolo di una tifoseria, ha un contratto che sta per scadere e nel giro di poche settimane può firmare a zero per qualsiasi altra squadra: Barcellona e Manchester United sono in attesa di ulteriori informazioni. «Allora, dove facciamo?» dice Moggi all’agente di Del Piero. «C’è un posticino, dalle mie parti, a Vicenza, che fa il miglior baccalà della storia». Sandrigo, ristorante Due Spade. Il top. Per un top come Alex. 

L’8 novembre 1998, il giorno prima del suo 24esimo compleanno, Alessandro Del Piero si rompe il legamento crociato anteriore e posteriore a Udine. Urla, lacrime, la scelta di operarsi in Colorado dal dottor Richard Steadman. Dopo l’intervento i medici gli portano un vassoio pieno di würstel e patatine. Altro che sogliola e stracchino. Alex mangia, ringrazia e di tanto in tanto chiacchiera con il suo compagno di stanza, una montagna di uomo tutto muscoli e vigore che si è distrutto un ginocchio. «Tu che fai?» gli chiede Del Piero. «Il giocatore di football americano». Ah, ecco. «Quando sarò tutto finito ci andiamo a mangiare qualcosa fuori di qui?». Il ragazzone accetta. Così sarà: qualche settimana dopo la promessa viene mantenuta. E intorno al tavolo, durante quella sera a stelle e strisce, c’è una domanda che, più di tutte, spiazza il talento della Juventus. «Ma giochi davvero con i piedi? Ma è orrendo!». Ma come? A fine pasto, l’incredulo gigante riceverà in regalo una maglia bianconera col 10 firmata Del Piero. «Tieni, è per te!» Lui la guarda stranito. «Ma le spalline dove sono?». Si ride. 

Più che ridere si mangia al Due Spade, in Italia mesi dopo. Baccalà sul piatto. All’esterno una marea di giornalisti - pre allertati da qualche soffiata di troppo - in attesa che finisca l’incontro. Ce n’è uno addirittura chiuso in cucina con un block-notes in mano. Spia e trascrive, trascrive e spia. La cena finisce a notte fonda e come dessert arriva l’accordo sul rinnovo di contratto, che verrà firmato solo un giorno prima della scadenza ufficiale. Al limite. Del Piero, quel giorno, diventa in quel momento il giocatore più pagato al mondo: l’offerta iniziale era di 620-840 milioni di lire. Toccherà cifre astronomiche per il tempo. Dieci miliardi di lire netti a stagione per 5 anni. Cento lordi. «L’abbiamo pagato un po’ tantino questo baccalà» disse poi Agnelli. Ma si può dire che ne è valsa la pena.

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