Chiudi
Grand Hotel Calciomercato

Disabilita l'adblock

Chiudi
Grand Hotel Calciomercato

Chiudi

Marco
Juric

Promesse e scelte dietro ogni sessione di mercato: auguri Alino Diamanti
diamanti-image

E sono 38... ancora in campo. Alino Diamanti non ne vuole sapere di smettere con il calcio e dopo aver girato Italia ed Europa da due anni continua "a spiegarla" in Australia. Sedici squadre per sedici trasferimenti, praticamente un bignami di retroscena di mercato che hanno avuto per protagonista un calciatore che non ha "mai puntato i piedi. Perchè a me è sempre piaciuto giocare a pallone. E dovunque me l'avessero lasciato fare, io sarei andato".

Ma quando hai a che fare con presidenti un po' esuberanti - senza fare nomi, Spinelli - il colpo di cinema nelle trattative è sempre dietro l'angolo. E così fu per il trasferimento dal Livorno al West Ham. C'erano un presidente, un direttore sportivo ed un calciatore... barzelletta? No, ma una trattativa che ha ricalcato tutti i plot di una commedia dell'arte. L'amore per il calciatore Diamanti, la gelosia di Livorno per la cessione della sua stella, anche la vecchiaia di un presidente "che non poteva fare un'operazione del genere". Rewind, estate del 2009.

 

LA TRATTATIVA CON IL WEST HAM

Alino Diamanti ha appena riportato in Serie A il Livorno. 20 gol in Serie B e un contributo determinante - se non dominante - per la squadra di Leonardo Acori. Il talento toscano, dopo la stagione precedente in Serie A, è definitivamente esploso e le sirene britanniche del West Ham si fanno insistenti. Zola lo ha chiesto alla dirigenza londinese, con un'investitura pesante: "E' un incrocio tra me e Di Canio". La trattativa dura molte settimane senza una quadra. Si arriva a fine agosto, a tre giorni dalla chiusura del mercato. Gianluca Nani, allora ds degli Hammers, insieme al tesoriere del club vola a Genova per chiudere.

Spinelli non ne vuole sapere di cedere, ma acconsente ad una riunione il giorno dopo la prima giornata del nuovo campionato. Diamanti, il suo agente Puccinelli, Nani e il tesoriere si presentano negli uffici di prima mattina. Il presidente non c'è. "Adesso arriva", la rassicurazione della segretaria. Mezz'ora, un'ora. Il tempo passa ma Spinelli non ha intenzione di riceverli. Il clima diventa un mix di commedia - appunto - e tensione. Alla fine il gruppo entra in questa sala riunioni, ma va in scena la recita strategica del presidente: "Diamanti non posso venderlo. E' l'idolo di mio figlio". Rilanci del West Ham inutili: "Nani non mi dica l'offerta, non voglio nemmeno saperla". Un susseguirsi di scenari sentimentalmente inaccettabili, messi sapientemente in scena da Spinelli. 

 

 

Diamanti, come spesso successo nella sua carriera non punta i piedi, ma spiega l'opportunità: "Presidente faccia lei. Non metto bocca sui soldi, ma lei sa che due anni fa stavo in C2. Ora potrei andare in Premier, con un'offerta che mi cambia la vita". Dopo ore il club londinese arriva ad offrire 8 milioni di euro più diversi bonus. Le passioni del figlio di Spinelli non possono più tenere. Tanti soldi, soprattutto per "un asset" pagato due anni prima 400 mila auro - con non pochi patemi, ma ci arriveremo. Alla fine l'operazione si chiude, ma a distanza di 10 anni, tutti i protagonisti ricordano quella giornata genovese come una delle più divertenti e allo stesso tempo tese della carriera di calciomercato.

 

 

DA PRATO A LIVORNO

Patemi. E' un po' questa la frase chiave del passaggio di Diamanti dal Prato al Livorno. Un trasferimento che sarebbe dovuto essere "facile" tra un club di C2 e uno di Serie A. Lo sa bene Fabio Galante, primo grande sponsor di Alino. La storia del suo consiglio a Spinelli per acquistare questo ragazzotto toscano è arcinota, ma in pochi sanno che l'ex difensore ci avrebbe messo i soldi di tasca propria pur di portarlo al Livorno. 

Siamo nel 2007, Galante convince la dirigenza ad investire 400 mila euro per comprare Diamanti dal Prato. L'operazione, a parole, scorre liscia come normale che sia tra due club di diverso lignaggio. Ma a pochi giorni all'inizio del ritiro precampionato monta un problema per il trasferimento. Semplicemente il Livorno non sta pagando il cartellino di Diamanti. Il bonifico da luned', salta a mercoledì, poi viene posticipato a venerdì. E così via per diverse settimane. Galante stanco di tutto questo chiama Spinelli perentorio: "Presidente, se non paga io non mi presento in ritiro. Possono essere un problema per un club di A 400 mila euro? Se non ci sono i soldi, ce li metto io".  

Ovviamente la risposta alla minaccia è stato un giroconto immediato al club toscano per chiudere la trattativa. Un aut aut che con il senno di poi sarebbe stato l'investimento più importante della vita di Galante, visto quanto successo poi due anni dopo. Impossibile da mettere in pratica per regolamento, ma da sempre cruccio scherzoso tra i due grandi amici. 

SCROLL TO TOP