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Redazione

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Lewandowski e quel dietrofront del Genoa
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C'è chi dice no. La canzone di Vasco Rossi uscì nel 1987, un anno prima che nascesse Robert Lewandowski. Scelte giuste o sbagliate, solo il tempo da le risposte e a volte fa emergere i rimpianti. Lo sa bene il Genoa che, nel 2010, ebbe l'opportunità di portare in Italia l'attaccante polacco, all'epoca capocannoniere dell'Ekstraklasa con la maglia del Lech Poznan.

 

 

Un percorso che inizia il 7 febbraio, lontano da Genova e da Poznan. A Bergamo si gioca Atalanta-Chievo, in tribuna ci sono il procuratore Sergio Berti e l'allora direttore sportivo del Genoa Stefano Capozucca. Berti si avvicina al dirigente rossoblù e sussurra il nome di Lewandowski.

Capozucca prende appunti e nelle settimane successive segue l'attaccante polacco che vantava già nove gol e due assist in stagione. Tutti lo promuovono, dallo stesso ds a Gasperini, passando per il figlio del presidente Preziosi, Fabrizio. Arriva il benestare anche di Preziosi senior e del papà di Lewandowski. Si arriva così ad aprile.

 

 

Il 9 aprile Robert gioca in campionato contro l'Arka Gdynia, poi prende un volo direzione Genova. Due giorni dopo c'è il derby della lanterna, quale occasione migliore per conoscere la città? Ma non solo, perché Lewandowski svolge anche le visite mediche e pranza con la squadra di Gasperini nell'hotel dove si svolge il ritiro pre partita.

La firma sembra una formalità, ma qui salta il banco. Preziosi e Gasperini, dopo il pranzo, salgono in camera, mentre Lewandowski resta nella hall dell'albergo in compagnia di Sergio Berti e dell'agente Cezary Kucharski. Qualche ora dopo Preziosi scende e tira dritto, senza salutare il giocatore.

A quel punto Berti lo insegue, chiedendo spiegazioni. "Sa cosa, credevo fosse più alto" la risposta di Preziosi. Una scusa che manda su tutte le furie l'intermediario dell'operazione, ma fa finta di niente e inizialmente non riferisce nulla agli ospiti polacchi. Finito il derby, che il Genoa perse 1-0, Lewandowski fa ritorno in Polonia, ma non avrebbe immaginato che in Italia sarebbe tornato solo da avversario.

"Il cartellino costa troppo, ci dispiace molto" la scusa che venne presa da Berti per coprire la retromarcia del Genoa. Lewandowski alla fine approdò al Borussia Dortmund, il resto è storia. Oggi il polacco torna per la quinta volta in Italia da avversario, con la maglia del Bayern Monaco e venti titoli conquistati in Germania.

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