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Redazione

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Miguel Borja, l'ex Livorno che segna con la Colombia e sogna un ritorno in Italia
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Fine primo tempo, Colombia-Argentina 0-2. Sembra una passeggiata per Messi e compagni, complice l'attacco dell'Atalanta che non gira. Muriel, ma soprattutto Zapata non riescono a scardinare la difesa albiceleste. Serve una sterzata. Il ct Rueda toglie Zapata e inserisce Miguel Borja. E la partita cambia. Prima con il pareggio su rigore proprio di Muriel, poi con il gol del pareggio, fondamentale nella corsa al Mondiale delle due Nazionali. Segnato da... Miguel Borja, vecchia conoscenza del calcio italiano con la maglia del Livorno nel 2013.

Storia particolare quella del ragazzo originario della costa caraibica, la stessa terra di gente del calibro di Falcao e Bacca. Attaccante 28enne con un fisico imponente ma non pesante, con una falcata imprendibile se liberata negli spazi. Un marchio di fabbrica di tanti colombiani del nostro campionato più fortunati di lui. Sì fortuna, perchè spesso questa parola va di pari passo con fiducia. Quella che ebbero i primi tempi a Udine con Cuadrado e Muriel. Ma quella che non ebbe il Napoli con Zapata, al quale servirono quasi 4 anni in Italia per dimostrare il suo vero valore. Serve un adattamente di qualche anno, soprattutto per i giovani che arrivano dal Sudamerica. Ma a Borja non venne data. Solo 8 presenze in Serie A culminata con la retrocessione in Serie B.

 

 

LIVORNO DOLCE AMARO

Borja arrivò infatti in serie A alla fine del mercato estivo del 2013, preso gli ultimi giorni di mercato dal Livorno quando aveva vent’anni. Fu un'intuizione del presidente Spinelli, che condusse in prima persona l'operazione, colpito dai primi gol da professionista in Colombia. In lui vedeva il futuro, il dopo Paulinho. L'attaccante veniva da 24 gol in Serie B e il palcoscenico della Serie A sarebbe servito al club per venderlo al miglior offerente. Alla fine il brasiliano rispose presente: 15 gol in serie A e un assegno da 8 milioni dell'Al-Arabi. E Borja? Semplicemente ebbe poco spazio per potersi esprimere e la retrocessione in Serie B fu un buon motivo per rispedire al mittente l'invaghimento del presidente. Una fiducia che il club diede forse al colombiano "sbagliato", quel Jonny Mosquera meteora due anni a Livorno e ora disperso nella Serie B colombiana all'Rionegro Águilas. Probabilmente Borja si ritrovò nel posto sbagliato al momento sbagliato, visto che gli amaranto da quella stagione iniziarono il crollo che li ha portati in Lega Pro.

SPARTIACQUE

Il fallimento italiano poteva essere lo spartiacque negativo per la sua carriera, ma fu così Dopo le esperienze all’Olimpo di Bahia Blanca e all’Independiente Santa Fé, Borja nel 2016 sceglie di tornare dove tutto era iniziato: a Tuluà, piccolo centro della Valle del Cauca, casa del Cortuluà. Il riscatto è immediato: segna 19 gol nel Campionato Apertura battendo il record storico di Jackson Martinez, diventando subito dopo il massimo marcatore nella storia del club. E chi impressiona a tal punto da acquistarlo? Reinaldo Rueda, attuale CT della Colombia, allora allenatore dell'Atletico Nacional. L'esordio è da brividi: semifinale di Libertadores al Morumbì di San Paolo. La risposta di Borja è da sogno con una doppietta all'andata e un altro gol al ritorno. In finale si ripete vincendo la Copa e nello stesso anno anche il Pallone d'Oro Sudamericano. 

Dal 2017 al 2020 gioca e segna al Palmeiras che nel 2020 lo manda in prestito all'Atletico Junior di Barranquilla. L'ultimo anno non è dei migliori, tra Covid, campionati sospesi e pochissime partite giocate. Ma la media rimane alta con 37 partite e 22 gol. In Nazionale Rueda non ci rinuncia mai e dopo ieri sera qualche altro dubbio glielo avrà messo. Con Cuadrado oltre l'intesa in campo c'è un'amicizia profonda, di quelle viscerali come fosse un fratello. Sempre insieme quando si può, soprattutto in nazionale. E chissà che non si possano ritrovare anche in Italia. Una seconda possibilità otto anni dopo l'esperienza di Livorno. Più maturo, ma anche più vincente e consapevole delle proprie qualità.

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