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Redazione

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Un Pedri...Olimpico, il 2002 instancabile che sogna l'oro a Tokyo
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Unai Simon, Pau Torres, Mikel Oyarzabal, Eric Garcia, Dani Olmo e...soprattutto Pedri. Senza dimenticare il capitano Dani Ceballos e Marco Asensio. Insomma, una Spagna...Olimpica, quella che si presenterà ai giochi di Tokyo al via dal prossimo 22 luglio.

Poteva esserci anche Sergio Ramos, come anticipato dal Ct Luis de la Fuente, ma il nuovo difensore del Psg salterà la competizione come già fatto con Euro 2020.

Spazio ai giovani e ai giovanissimi dunque, di un gruppo che ha già sfiorato la finale dell'Europeo a Wembley e ora sogna la consacrazione a Tokyo.  

Pedri, instancabile verso le 70 partite stagionali

Fra tutti, spicca ovviamente Pedri Gonzalez (qui avevamo raccontato il suo arrivo al Barcellona), che non vuole proprio pensare di finire la sua prima stagione da "big". Iniziata il 27 settembre 2020 con i blaugrana contro il Villarreal, con il sogno di chiuderla il 7 agosto 2021 nella finale di Yokohama, che potrebbe essere la  69esima partita giocata in 11 mesi per lui. Statistiche alla mano, sarebbe uno dei giocatori con più gare disputate in una stagione nella storia del calcio

Infatti, dallo scorso settembre, Pedri ha giocato 52 partite con il Barcellona e 10 con la nazionale maggiore spagnola, di cui 6 all'Europeo, terminato con la semifinale persa contro l'Italia ma anche con la soddisfazione di essere eletto miglior giovane del torneo

 

Una grande (e giovane) Spagna sogna l'oro 

In più, sabato ha esordito con l'Under 23 nell'amichevole contro i padroni di casa del Giappone, finita con il risultato di 1-1. Nonostante questo, chiaramente le "furie rosse" partono fra le favorite per la medaglia d'oro, insieme al Brasile di Dani Alves e Richarlison, campione in carica (qui tutte le squadre partecipanti). 

Per Pedri non sarà facile trovare ulteriori stimoli, specie a livello fisico, dopo una stagione massacrante. Le Olimpiadi giapponesi possono però chiudere al meglio l'anno più importante della sua vita. I complimenti di Messi e di Koeman, oltre alla prima Copa del Rey vinta ad aprile, promettono bene.  

Un oro a Tokyo potrebbe farlo entrare nella leggenda del suo Paese ancora prima del previsto. 

 

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