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Redazione

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Skriniar, le sirene da Londra e Parigi e il rifiuto dell'Inter. Il retroscena
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Comanda le difesa di Inter e Slovacchia, parla italiano da 5 anni ed è tra i migliori centrali del nostro campionato. In realtà lui in Serie A ci era arrivato in sordina, quando nel 2016, la Sampdoria lo aveva prelevato dallo Zilina per un milione di euro. Non conosceva lingua e meccanismi, e nei primi sei mesi scese in campo solo tre volte. Grande fiducia in se stesso e nei propri mezzi, tanta la voglia di arrivare e di dimostrare il suo valore. Ci è riuscito su tutta la linea.   

 

 

Milan è infatti uno dei punti fermi dell’Inter di Inzaghi e lo è stato in quella scudettata guidata da Antonio Conte, anche se le tentazioni di lasciare Milano sono state tante. La prima squadra a provarci è stata il Tottenham del presidente Levy, che scese in Italia due estati fa, intenzionata a portare con se il giocatore. Una trattativa complicata, a partire dalle alte richieste del club nerazzurro: “60 milioni oppure Skriniar non si muove”. Tanto, forse troppo, anche se gli Spurs ci hanno provato sul serio.   

 

 


Il direttore tenico del club inglese, Steve Hitchen, fu infatti protagonista di un blitz a Milano per incontrare il procuratore del giocatore e spiegargli il progetto del Tottenham. All’incontro partecipò anche l’intermediario Franck Trimboli, della CAA Base, che cura le relazioni del club nel nostro paese. Prima invece era stato fatto un tentativo cercando di inserire nella trattativa il centrocampista Tanguy Ndombele. Niente da fare anche in questo caso, Milan resta in nerazzurro.  

 

Infine è stata la volta del PSG. Il club parigino ci ha provato infatti nell’estate del 2020, cercando di acquistare Milan e di farne il perno centrale della difesa. L’operazione fu curata da Marcello Simonian della Dodici Sport Management. Anche qui l’Inter ha tenuto duro. Non si passa con Skriniar, ne in campo ne in sede di calciomercato.

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