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Stepanovic: "Jovic deve pensare solo al calcio. Kostic? Sarebbe un colpaccio per la Juve"
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Una carriera da giocatore vissuta quasi tutta nel bacino del Meno, a Francoforte, il punto più alto con l’Eintracht negli anni ’70 ma anche una parentesi di due anni al Manchester City a cavallo con gli anni Ottanta. Poi il ritorno all’Eintracht con cui nel 1992 e 1993 da allenatore ha ottenuto due terzi posti e una DFB Pokal. Dragoslav Stepanovic è nato il 30 agosto 1948 nell’ex Jugoslavia, in Serbia, ma ha legato la sua vita sportiva alla Germania. 

"Se la Fiorentina giocherà bene Jovic si esalterà"

Conosce bene l’ambiente di Francoforte e dei talenti prodotti, soprattutto Luka Jovic fresco di trasferimento alla Fiorentina, dopo la parentesi non fortunata al Real Madrid: “Nel calcio, una squadra che gioca bene migliora sempre le prestazioni individuali. L’Eintracht di qualche anno fa esprimeva un bel calcio e Jovic si esaltava – spiega a grandhotelcalciomercato.com Stepanovic - però negli ultimi tre anni ha giocato pochissimo. Ora l’importante è che ritrovi confidenza con il campo”

Ora arriva in Italia per fare il titolare e rilanciare la sua carriera, ma può farlo? “Non so, negli ultimi tre anni e mezzo ha giocato di fatto mezza stagione. Servirà tempo per ritrovare la forma migliore – continua Stepanovic -. Mi auguro che abbia finalmente trovato l’ambiente giusto per tornare a essere quel calciatore straordinario che era a Francoforte”. Nuovo paese e nuova vita a Firenze ma secondo Stepanovic, Luka non deve farsi distrarre da tentazioni extracampo: “Deve solo pensare al calcio e mettere da parte le cose che non sono importanti, altrimenti non renderà. Anche quando tornò all’Eintracht in prestito ebbe qualche difficoltà”.

"Real? Difficile competere con Benzema"

Ma l’esperienza poco prolifica al Real Madrid non è stata solo colpa sua, sottolinea l’allenatore: “Aveva davanti Benzema nella migliore forma della sua vita e Ancelotti raramente lo sostituisce: non è semplice dover aspettare in panchina per giocare poi cinque o dieci minuti finali. Se non è riuscito a convincere né lui né Zidane un motivo ci sarà, forse non è da Real Madrid. Ora ha bisogno solo di una squadra che giochi bene per esaltarne le qualità: com’era a Francoforte con Rebic e Haller”, continua Stepanovic.

 

Firenze è una città abituata ad avere grandi attaccanti. Da Batistuta a Vlahovic, da Toni a Gilardino fino a Mutu: “Con il talento che ha può seguire le orme di questi grandi bomber, ma bisogna vedere se si adatta al gioco della Serie A e della Fiorentina. Ora deve mettersi a posto fisicamente e deve brillare nelle amichevole estive per entrare subito in sintonia con i nuovi compagni. Lo scorso anno la Viola ha espresso un bel calcio, con tanti giocatori di qualità che possono mettere Jovic nelle condizioni di esaltarsi”. 

"Kostic sarebbe un gran colpo per la Juve"

Non solo Jovic, negli ultimi anni l’Eintracht ha messo in vetrina un altro serbo, Filip Kostic che è nel mirino della Juventus: “Sarebbe una grande perdita per il Francoforte, perché è stato devastante. Se ripenso ai cross che metteva per Haller, André Silva e Jovic stesso mi viene da dire che è un giocatore incredibile e per la Juve sarebbe un colpaccio. Il calcio italiano è diverso, le difese sono più forti rispetto a quelle della Bundesliga, quindi dovrebbe necessariamente superare un periodo di adattamento”.

Una considerazione che può far venire in mente le stesse difficoltà ambientali che Jovic ha patito a Madrid: “Non penso, però, che FIlip le possa avere. È un giocatore già temprato: è retrocesso con lo Stoccarda e con l’Amburgo. All’inizio a Francoforte ci si chiedeva: ‘non è che tocca a noi ora che viene Kostic?’ – ride, ndr -. Se dovesse partire sarebbe una grande perdita per la Bundesliga ma sono sicuro che saprebbe dimostrare il suo valore in Italia: raramente ho visto un giocatore che, una volta dribblato l’avversario, sa esattamente dov’è il compagno e lo trova con precisione in area di rigore”.

Alla Juve la concorrenza sarebbe alta, Chiesa e Di Maria su tutti: “Se guardo i nomi penso che all’inizio non sarebbe facile avere molto spazio”.

A cura di Alessandro Schiavone

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