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Neto Pereira al Varese, una trattativa a suon di…grappe

Ebagua-Neto Pereira è la coppia che nel 2010 ha fatto sognare i tifosi del Varese. 80 gol in due nel periodo migliore della società dagli anni Ottanta in poi, tornata ai vertici del campionato di Serie B e con quel sogno Serie A sfiorato con una finale play-off persa contro la Sampdoria. Una coppia d’oro per il Varese, composta da Sean Sogliano che aveva pescato Ebagua nel 2009 dalla Canavese e, sei mesi dopo, Neto Pereira dall’Itala San Marco.

Era la stagione 2009-2010 e il Varese lottava nei primi posti del campionato di Prima Divisione. Serviva un innesto in attacco e Neto Pereira era un nome che Sogliano aveva segnato da tempo sul suo taccuino, fulminato dalla prestazione del brasiliano proprio contro il Varese nella stagione precedente. 

 


Neto Pereira era cresciuto nell’Itala San Marco, società di Gradisca d’Isonzo, un paese di 6.000 abitanti in Friuli Venezia Giulia che aveva vissuto il salto tra i professionisti anche grazie ai gol di Neto Pereira. L’attaccante è come un figlio adottivo per il presidente dell’Itala Franco Bonanno, tanto che viene sconsigliato a Sogliano di avviare la trattativa. Eppure lui ci prova e ci riesce.

Un’amicizia nata in taverna

Il ds del Varese chiama Bonanno che alza subito il muro. Nonostante ciò, Sogliano chiede un incontro di presenza per potersi conoscere, tanto che prende la sua auto e dopo 432 km arriva a Gradisca d’Isonzo. L’incontro avviene a casa di Bonanno, nella sua taverna. Si parla un po’ di tutto e, tra una chiacchiera e l’altra, va giù qualche bicchiere di grappa. 

 


Bicchieri sempre pieni, non certo di acqua, e una trattativa che scorre in allegria fino ad arrivare un po’ alticci. Fatto sta che Sogliano riesce a strappare il sì di Bonanno, con l’accordo che viene ratificato la sera dopo, a cena, sempre a casa del presidente dell’Itala San Marco. Neto Pereira diventa un giocatore del Varese, mentre Sogliano trova un amico perché ancora oggi i contatti con Bonanno proseguono, nonostante l’ex presidente sia uscito dal mondo del calcio.

 


Per Neto Pereira, invece, è stato l’inizio di un’avventura che ha segnato la sua carriera e l’ha legato per sempre a Varese. Da calciatore, ma anche da allenatore visto che oggi è di nuovo in quella città, in Serie D, nelle vesti di vice allenatore del Città di Varese. Un legame a vita, come quello tra Bonanno e Sogliano iniziato a suon di…grappe.

Redazione

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