Un video. È bastato poco a Enrico Preziosi per innamorarsi calcisticamente di Krzysztof Piatek. È luglio 2018 e il presidente del Genoa si trova a Ibiza, isola felice di tante persone del calcio. Una trattativa definita nel modo più confortevole e rapido possibile.
L’artefice della trattativa, Gabriele Giuffrida, sta facendo jogging e passa per la «città vecchia», dove abita il presidente rossoblu. La maglietta è bagnata di sudore, ma la brezza marina allieta qualsiasi fatica.
«Vuoi un bicchiere d’acqua?»
-«Così molto meglio, grazie.»
«Vieni qua»
Preziosi lo invita a sedersi sopra il suo dondolo preferito, eden rigenerante portafortuna: la mente si raffredda e nasce il guizzo di mercato. «Pres, guardi questo attaccante polacco.» Giuffrida tira fuori l’iphone dal taschino e gli mostra un video di due minuti. Gol, gol, gol, solo gol! Gol a raffica, su e giù, un flow piuttosto conciliante rispetto ai soliti ritmi di lavoro da ufficio. «Lo prendo subito!»
E parte immediatamente la trattativa con il KS Cracovia, lì, esattamente in quel momento, sopra il dondolo. «Chiamiamo, chiamiamo» insiste Preziosi, che in dieci minuti definisce tutto al telefono per 3 milioni e mezzo più uno di bonus e il 10 per cento sulla futura rivendita. Un guizzo ben ripagato per il Genoa visto che Piatek segnò 13 gol in 19 partite prima di andare al Milan sei mesi dopo per 35 milioni di euro pagati in un’unica soluzione.
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