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Piccoli e l’Atalanta: la prima volta tra i grandi non si scorda mai

Questione di fedeltà e attaccamento alla maglia. Roberto Piccoli incarna perfettamente questi valori. Classe 2001, tifoso dell’Atalanta da sempre. Un legame incredibile con l’ambiente, che è per lui una seconda casa. 
“Sono di Bergamo, ho sempre tifato per l’Atalanta. Giocare con questa maglia è il mio sogno fin da quando sono bambino” . Ha detto Roberto dopo quel gol partita che ha steso il Torino alla prima giornata di Serie A, regalando all’Atalanta i primi 3 punti della sua stagione. Decisivo, all’ultimo minuto e con un guizzo da grande attaccante. E poi la corsa sotto la curva. Emozioni indescrivibili.  


  

  

 

Il talento di Piccoli non è passato inosservato. Lo scorso anno è stato in prestito allo Spezia, per farsi le ossa. 5 gol e tante buone impressioni. Tanto che il club bianconero lo avrebbe voluto per un’altra stagione. Questa sembrava anche la volontà dell’Atalanta. Poi l’amichevole contro il Pordenone a far cambiare idea a Gasperini. Piccoli infatti, alla prima amichevole casalinga dei nerazzurri fa quello che sa fare meglio: gol. E impressiona tutti. Il giorno dopo sarebbe dovuto essere a La Spezia per sostenere le visite mediche. Non si presenterà mai. Già alla prima di campionato, Gasperini lo ha buttato dentro sull’ 1-1 e Roberto lo ha ripagato con il gol partita. La scelta di tenerlo è stata giusta. Piccoli è pronto a dire la sua tra i grandi.  

  


 

Ieri è arrivato il primo gol con l’Atalanta, la squadra del suo cuore. Molti altri lo attendono, se il buongiorno si vede dal mattino… 
Lo scorso anno il gol era arrivato contro i nerazzurri, una delle tante vittime illustri di Roberto nella scorsa Serie A. Inter, Roma e Napoli le altre. Piccoli, l’ammazza grandi.  


 

Ama andare in bici, passione trasmessa da suo papà Marino. Suo primo allenatore e tifoso anche nel calcio. Testa bassa e pedalare, per arrivare in cima. Roberto lo sa e lavora per questo. Lo fa imparando da Zapata e Muriel, studiando le giocate e i movimenti. Intanto corre, segna e sogna ad occhi aperti con la maglia nerazzurra, “sua” fin da bambino.

Lorenzo Cascini

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