Dopo due mesi e mezzo dal suo arrivo a Roma arrivò la prima vera occasione per Bryan Reynolds. Quella contro il Bologna fu la seconda presenza con la Roma, dopo i pochi minuti di Parma, ma la prima da titolare. La scelta di Fonseca è ricaduta su di lui. Fuori Karsdorp, dentro il giovane americano arrivato lo scorso mercato di gennaio dopo un lungo braccio di ferro con la Juventus e con il Dallas, proprietario del suo cartellino.
E’ proprio vero, l’amicizia a volte supera tutto. Succede nella vita e questa volta è successo anche nel calciomercato. Certo, come dicono gli americani “business is business”, ma certamente il profondo rapporto tra i Friedkin e la famiglia Hunt, proprietaria del Dallas FC, ha indirizzato la trattativa che ha portato Bryan Reynolds a vestire la maglia della Roma.
La Juventus si è giocata tutte le carte che aveva a disposizione. Formulando un’offerta valida al Dallas FC, offrendo anche un ingaggio maggiore al ragazzo, ma come si dice, non si fa un torto ad un amico no?
Scherzando, ma non troppo, nella trattativa che ha portato Bryan Reynolds alla Roma è stato decisivo il ruolo di Ryan Friedkin, che ha partecipato in prima persona per tutta la trattativa. Un’operazione condotta da Chris Megaloudis e dalla CAA base ltd, la potente agenzia americana di procuratori, che a dicembre proposero il profilo del terzino statunitense a Trigoria. Capita l’opportunità e ricevuto l’ok dal reparto scouting giallorosso, che già conosceva Reynolds, Ryan non ha perso tempo ed è sceso in campo sfruttando le conoscenze di famiglia.
Nella lunga trattativa che ne è seguita la Juventus si è inserita prepotentemente, ma è stato decisivo a cavallo di Capodanno il viaggio negli Stati Uniti della famiglia Friedkin. Da una parte le due proprietà a chiudere l’accordo, dall’altra Fonseca e Pinto a convincere il ragazzo del progetto della Roma. Con buona pace della Juventus e del Benevento, che avrebbe chiuso l’operazione in sinergia con i biancori ritrovandosi un talento purissimo nella lotta salvezza.
Un’operazione importante conclusa dalla Roma in prestito oneroso con obbligo di riscatto a 7 milioni di euro. La terza cessione più costosa della storia della MLS, dopo Miguel Almiron al Newcastle e Alphonso Davies al Bayern Monaco. Perchè va bene l’amicizia, but business is business.
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