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I motivi del mancato rinnovo di RIbery con la Fiorentina

La notizia era nell’aria da diversi giorni, ma oggi a mezzanotte si avrà l’ufficialità: Franck Ribery non sarà più un giocatore della Fiorentina. Il suo contratto in scadenza il 30 giugno non verrà rinnovato e quindi il giocatore sarà libero di trovarsi un’altra squadra. Un addio silenzioso, naturale – contrattualmente – ma malinconico se messo a confronto con l’entusiasmo di una città intera meno di due anni fa.

 


 

Era l’estate di Rocco Commisso, del nuovo presidente americano, che volle presentarsi a Firenze con il colpo Ribery. Il 21 agosto l’arrivo in città, con un volo privato e la prima immagine direttamene sulla pista di Peretola, accompagnato da Antognoni e Dainelli. Poi la “Ribery Night” il giorno successivo, con la presentazione in grande stile al Franchi. Il buio dello stadio, il fascio di luce viola sulla Torre di Maratona e un solo faro ad illuminare il grande protagonista: Franck Ribery, in maglia numero 7. Nel mezzo 51 presenze, 5 gol e 10 assist. Esperienza, carisma, qualità e infortuni, inseriti però in due campionati anonimi della Fiorentina. La proprietà ha deciso di cambiare strategia, di ripartire da zero (o quasi) con un nuovo progetto che non contempla la sua presenza.

 


 

Al netto di una scelta legittima della Fiorentina, Ribery avrebbe preferito un segnale chiaro e diretto direttamente dal club. Un faccia a faccia mai avvenuto che forse avrebbe cambiato anche le sorti del futuro viola del francese. La sua volontà era  – e rimane tutt’ora – quella di rimanere un altro anno. Quindi nessuna richiesta d’ingaggio fuori mercato o distrazioni da sirene straniere hanno portato all’addio. Semplicemente tra società e giocatore non si è mai affrontato il tema rinnovo dal punto di vista economico. Il francese aveva aspettato una settimana prima di andare in vacanza proprio perché gli era stato chiesto di parlare con Gattuso. Poi attorno alla panchina della Fiorentina è successo tutto quello che sappiamo e segnali chiari sul rinnovo non sono mai arrivati se non a Davide Lippi, che ha curato il suo trasferimento a Firenze, e all’agente Alain Migliaccio: non ci sono i margini per continuare insieme, grazie di tutto.

 


 

Come la Fiorentina ripartirà da Vincenzo Italiano, con un progetto più giovane incentrato sul grande investimento di Nicolás González, così sarà per Franck Ribery. L’Italia rimane una possibilità, con il Monza che sta facendo forti pressioni su di lui per convincerlo a scendere in Serie B e provare a conquistare la Serie A da protagonista.

Redazione

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