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La Roma del futuro, tra regista, strategia e una rosa competitiva da regalare a Mourinho

 

Prendere il regista era la priorità ed è stato fatto. Nemanja Matic, 34 anni, ex Manchester United e Chelsea tra le altre, arrivato stamattina a Roma per svolgere le visite mediche e firmare il contratto che lo legherà alla Roma per un anno con opzione, in base alle presenze, per il secondo. D’altronde Mourinho un regista con quelle caratteristiche lo chiedeva e lo aspettava da circa un anno. Il primo tassello della nuova Roma è stato dunque inserito. Ora si può partire. Anche perché le opzioni sono tante e la rosa andrà puntellata a dovere: pochi acquisti, funzionali e mirati. Queste sono le idee, Tiago Pinto è al lavoro. 

 

Il primo nome sulla lista del Ds giallorosso al momento è quello di Frattesi. Davide è cresciuto a Roma, a Fidene, fianco a fianco con l’amico di sempre Scamacca che quest’anno ha ritrovato a Sassuolo. Tra il 2016 e il 2017 ha vinto la Coppa Italia e la Supercoppa primavera con la Roma di Alberto De Rossi, padre del suo idolo di sempre. Daniele infatti è stato ispirazione, riferimento e guida. Da lui ha preso la 16, ora sarebbe pronto a indossarla in giallorosso. Incroci del destino. 

Ieri contro l’Inghilterra ha collezionato la seconda presenza con l’Italia dei grandi e Mancini ci punta per costruire la Nazionale del futuro. Affidabilità come parola d’ordine, nonostante abbia 22 anni e questo sia stato il suo primo anno di Serie A. Lo sa bene anche Mourinho che ha già dato l’ok per procedere con la trattativa. Ora non resta che trovare un accordo con il Sassuolo e nell’affare potrebbe rientrare uno tra Afena Gyan e Volpato, se non addirittura entrambi.  


 

 

Poi c’è la questione esterni. Tiago Pinto vuole e deve regalare a Mou un giocatore di fascia, non solo per rimpiazzare la partenza di Mkhitaryan ma anche per provare a tornare a quel 4-2-3-1 tanto caro all’allenatore portoghese. Josè lo aveva provato anche all’inizio della sua avventura in giallorosso, riscontrando però delle difficoltà sia di Zaniolo che di Micky nel fare entrambe le fasi sulla fascia. Fu dunque costretto a cambiare e a passare alla difesa a tre. Ora invece potrebbe tornare a essere un’opzione. I nomi sono tanti, andrà scelto il profilo giusto che dia gamba e garanzie.  


 

 

Uno di quelli che interessa e che la dirigenza sta seguendo in questi giorni è Ola Solbakken, esterno sinistro classe 1998 che la Roma conosce bene. Quest’anno infatti l’ha affrontata tre volte nei quattro incontri tra il Bodø e i giallorossi in Conference. Doppietta all’andata e gol al ritorno nel girone di qualificazione, poi quattro schiaffi subiti all’Olimpico ai quarti di finale. Li però non passò inosservato lo sguardo di Solbakken rivolto verso il pubblico di casa, di un ragazzo norvegese rimasto estasiato per il calore di quello che potrebbe essere il suo nuovo stadio. La Roma ha infatti già l’accordo con il giocatore e sta trattando con il club: il contratto dell’esterno scade a dicembre, il Bodø quindi potrebbe avere interesse a monetizzare dalla sua cessione invece che perderlo a zero. L’idea di Tiago Pinto sarebbe quella di chiudere per poi provare ad anticipare il suo arrivo già in estate.  


 

 

 

Un altro giocatore che interessa è Celik del Lille. La Roma lo segue da gennaio e ora potrebbe avere intenzione di piazzare l’affondo decisivo. C’è già un accordo di massima con il giocatore, bisogna invece colmare una distanza con i francesi: i giallorossi offrono una cifra che si aggira intorno ai sei milioni, il Lille ne chiede almeno tre in più. Si potrebbe chiudere a metà strada. Il turco sarebbe un rincalzo perfetto per un Karsdorp che quest’anno – spesso per questione di necessità – le ha giocate praticamente tutte senza fermarsi mai.  

 

 

Si lavora quindi per regalare in fretta a Mourinho quella che sarà la Roma che verrà. L’obiettivo è quello di portare all’allenatore portoghese una squadra pronta, in grado di dare continuità alla vittoria della Conference. Le idee ci sono, i nomi e le possibilità anche. Tiago pinto è al lavoro, Mou e i tifosi hanno buoni motivi per essere fiduciosi. 

Lorenzo Cascini

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