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Roma-Inter, dal “no” di Conte ad una sfida “alla pari”

È l’estate del 2019, la Roma è alla ricerca di un allenatore e il neo direttore sportivo Gianluca Petrachi vuole presentarsi con il botto: portare il suo amico Antonio Conte sulla panchina giallorossa. L’offerta è sul tavolo, 11 milioni di euro netti l’anno. Con una programmazione chiara del mercato, visto che il top player siede in panchina: rosa da ringiovanire, investimenti mirati e monte ingaggi da abbassare. Paletti inammissibili per chi ha nel DNA l’ossessione della vittoria: “No, grazie. Adesso non ci sono le condizioni, semmai in futuro”.

  


 

La risposta di Conte alla Roma e la successiva scelta dell’Inter è forse una delle sliding doors di calciomercato più rumorose degli ultimi anni. Ad un anno e mezzo di distanza la storia racconta due filosofie diverse, due squadre costruite in maniera diametralmente opposta e cresciute negli ultimi 18 mesi con ritmi non paragonabili. Ma la classifica dopo 17 giornate dice che i punti di distanza tra le due sono 3 e oggi si ritrovano in campo l’una contro l’altra in uno scontro diretto per lo Scudetto.    

 


 

Condizioni, quindi, almeno di classifica, molto simili. Preventivate e preventivabili per l’Inter, un po’ meno per la Roma. Perché dopo quel rifiuto si è scritta tutta un’altra storia con protagonista Paulo Fonseca. Mai “quarta scelta” fu più azzeccata, capace di plasmare una squadra credibile per le zone alte della classifica, aggiungendo valore alla rosa e rivitalizzando calciatori ai margini del progetto tecnico.

 


 

Una Roma costruita seguendo proprio quella programmazione oculata, costata (fino ad oggi) poco più del solo cartellino di Romelu Lukaku. La prima di una lunga serie di “condizioni giuste” trovate da Antonio Conte all’Inter. Ma a Roma sono i conti  a fare le scelte in sede di mercato, relegando ds e allenatore ad equilibrismi tecnico-tattici sul filo del bilancio. Un percorso ad ostacoli che oggi si può dire stravinto.

 


 

QUANTO E’ COSTATA LA ROMA

 

Partiamo dal n.1 Pau Lopez, forse l’unico neo di calciomercato degli ultimi 18 mesi. In campo lo spagnolo non ha dimostrato ancora il suo valore ma la Roma nell’estate del 2019 spese 23,5 milioni di euro per acquistarlo dal Betis Siviglia. Chris Smalling arrivato in prestito gratuito lo scorso anno è stato acquistato quest’anno per 15 milioni di euro. Gianluca Mancini circa 23 milioni totali, tra prestito oneroso (2 mln), obbligo di riscatto (13 mln) e bonus (8 mln). Roger Ibanez, ad oggi, alla Roma non è costato nulla: è in prestito gratuito fino a giugno del 2021. A febbraio scatterà l’obbligo di riscatto (8 mln) al primo punto conquistato dalla Roma, a cui si aggiungeranno 2 mln di bonus.

 


 

Se in difesa si è speso abbastanza, è dal centrocampo in su che gli acquisti della Roma stupiscono per il rapporto qualità prezzo. Su tutti spicca ovviamente Gonzalo Villar, probabilmente l’operazione migliore condotta da Gianluca Petrachi. Costo: 5 milioni di euro totali. Un unicum nel suo genere che un grande club italiano scommetta su un profilo proveniente dalla Serie B di uno dei 5 top campionati europei.

C’è poi l’ago della bilancia del gioco di Fonseca: Jordan Veretout, arrivato anche lui in prestito oneroso (1 mln) con obbligo di riscatto a 16 mln più 1 mln di bonus. Valore attuale? Almeno 40 milioni, la cifra messa sul tavolo dal Napoli a più riprese. La stessa estate del 2019 ha portato in giallorosso Leonardo Spinazzola (29,5 mln), definita da molti un’operazione capolavoro. Che ha dato ossigeno al bilancio, grazie alla cessione di Luca Pellegrini (22 mln di plusvalenza) e regalato alla Roma il miglior terzino sinistro del campionato.

Infine il doppio colpo Henrikh Mkhitaryan e Pedro. Due campioni assoluti arrivati a Roma a parametro zero.  

 


Aggiungendo a questo elenco “i vecchi” Dzeko, Pellegrini e Karsdorp si ha la Roma tipo proposta da Fonseca in questa stagione. Con Diawara, Carles Perez, Borja Mayoral e Kumbulla ancora indietro nelle gerarchie. Una squadra intera ricostruita in un anno e mezzo, spendendo – ameno inizialmente – circa 60 milioni di euro. Praticamente il costo del solo Lukaku.

Condizioni diverse, per ambizioni diverse. O così doveva essere, tra cortesi rifiuti e scelte di ripiego. Oggi sarà soltanto un Roma-Inter che vale il secondo posto. Alla pari.

Marco Juric

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