Quando ricordiamo i Mondiali in Sudafrica del 2010 andiamo subito a pensare alle “Vuvuzela” o al “Waka Waka” di Shakira, icone di quell’edizione del Campionato del Mondo. La nazionale ad uscire vincitrice è la Spagna di Del Bosque, con Iniesta che nei supplementari ha deciso la finale contro l’Olanda. Ma di quel Mondiale resta nella storia la partita dei quarti di finale tra Uruguay e Ghana, con la compagine africana che per la prima volta nella storia ha sfiorato la qualificazione in semifinale.
Il 2 luglio 2010 può sembrare una data come un’altra, una giornata comune. Ma in quel giorno una nazione intera ha sperato e sfiorato un sogno chiamato Mondiale. Il Ghana di Milovan Rajevac stava per scrivere un’impresa storica per un intero continente come l’Africa. Infatti, mai nessuna nazionale africana ha mai raggiunto la semifinale di un edizione dei Mondiali.
Il percorso del Ghana in quei Mondiali è più che ottimo. Superano il girone con Germania, Australia e Serbia e agli ottavi battono 2-1 gli Stati Uniti. Ai quarti l’ostacolo è l’Uruguay di Oscar Tabarez, uno degli avversari più ostici dell’intera competizione. Al 45+2′ è Muntari, fresco di triplete con l’Inter di Mourinho, a far esultare i tifosi ghanesi presenti a Johannesburg. Il pareggio della “celeste” lo firma al 55′ Diego Forlan, anche lui con un futuro in nerazzurro qualche anno dopo. La partita è tirata e si va ai tempi supplementari.
Da film il minuto 118‘ quando l’arbitro portoghese Benquerença assegna un calcio di punizione dalla trequarti destra per il Ghana. Pantsil batte verso la zona centrale dell’area di rigore, Muslera esce a vuoto e prima Appiah calcia a botta sicura con Suarez che salva sulla linea e poi di testa Adiyiah colpisce bene ma trova ancora l’attaccante uruguay che para con le mani il pallone. Rigore e rosso diretto. Il giocatore del Liverpool esce dal campo in lacrime e i tifosi del Ghana esultano come se avessero vinto. Sul dischetto si presenta Asamoah Gyan, con un passato in Italia fra Modena e Udinese, e calcia un penalty forte e centrale che si infrange sulla traversa. Poi il resto è storia nota: l’Uruguay passa il turno ai rigori 4-2.
Un’impresa mai così stata vicina per una nazionale africana e che la sera del 2 luglio 2010 ha scritto una delle pagine più incredibili del calcio mondiale.
A cura di Federico Rosa
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