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Zamparini e Foschi: odi et amo tra gioie, lacrime e…schiaffi

Odi et amo, odio (poco) e amore (tanto). Quello tra Maurizio Zamparini e Rino Foschi non è stato un semplice rapporto di lavoro, ma una storia tra due personaggi che hanno collaborato spalla a spalla per otto anni di fila, portando il Palermo dalla Serie B all’Europa. Un rapporto intenso: dalla gioia alle lacrime, come una vera coppia. “Zamparini mi stima, mi vuole bene” ci racconta Foschi. 

 


 

Otto anni ricchi di episodi e aneddoti. Dal viaggio a Basilea per Kuzmanovic fino alla trattativa con la Juventus per la cessione di Amauri. Zamparini non credeva che l’operazione per il brasiliano potesse andare in porto, ma Foschi riuscì a portarla a termine a 14 milioni di euro più i cartellini di Nocerino e Lanzafame, chiudendola a Torino da solo, in compagnia del segretario Felicori, di fronte a Cobolli Gigli, Blanc, Secco e quattro avvocati della Juventus. ” Lì mi sono divertito” ammette Foschi sorridendo.

Meno divertente, invece, è stato l’arrivo a Palermo di Papadopulo. Era la stagione 2005-2006, quando Zamparini decise di esonerare Delneri dopo una sconfitta contro il Siena. Foschi apprese della trattativa portata avanti dal suo presidente con Papadopulo solo per vie traverse: “Arrivato a casa di Zamparini vidi Papadopulo seduto a tavola – racconta – Lo insultai e il presidente mi tirò una sberla. Sono andato via, tornai a Milano, ma già qualche giorno dopo ero di nuovo a Palermo“.

 


 

Anno dopo anno, la fiducia si è consolidata. Frutto anche del modus operandi di Foschi: contratto annuale, poi il 29 giugno viaggio a Vergiate per parlare con Zamparini e decidere se rinnovare o meno il contratto. “Se non sentivo la fiducia del presidente mi dimettevo – spiega – a Palermo mi sono dimesso almeno 5/6 volte, l’ho fatto anche a Torino con Cairo e a Verona con Pastorello: quando non sentivo più la fiducia del mio presidente facevo un passo indietro“.

 


 

Quel passo indietro che Foschi fece nell’estate del 2008, quando Zamparini ingaggiò Walter Sabatini come nuovo direttore sportivo. Una mossa che, nelle idee dell’imprenditore friulano, non avrebbe portato all’addio di Foschi, bensì a una sua promozione: “Mi sparò una cifra e mi disse che sarei diventato il Galliani del Palermo – racconta – Gli dissi che non sarei stato capace a ricoprire quel ruolo. Andai via sbattendo la porta e, non nascondo, con qualche lacrima“.

Sei mesi senza contatti: “Con Zamparini c’è un amore infinito, di stima e di rispetto – conclude. Abbiamo avuto cinque campioni del mondo, giocatori straordinari. Nessuno ha lavorato con lui per tutto questo tempo“. Alla fine, però, l’amore prevale su tutto.

Giovanni Mazzola

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