Categories: Retroscena

Esterofilia del calciomercato: quando gli incentivi “bloccano” l’Italia

Che il calciomercato debba stare attento ai soldi, lo abbiamo detto e ridetto. Quest’anno, poi, il bilancio è, se possibile, ancora più importante. Debiti, mancati incassi, minusvalenze stanno mettendo in ginocchio molte società, che devono essere abili a muoversi tra indicatori di liquidità e affini. E questo lo sappiamo. Ma il mercato sta cambiando, ancora. Un po’ per necessità, un po’ per incentivi che, secondo molti addetti ai lavori, aiutano ma anche penalizzano.

Una categoria di giocatori viene colpita, quella degli italiani. Questione di incentivi, appunto, come quelli che hanno permesso di portare in Italia Cristiano Ronaldo ormai tre anni fa: il famoso decreto crescita. Che se da un lato porta campioni, dall’altro spinge anche a fare ancora più scommesse sui campionati esteri. Chiedere al Venezia, per esempio, per avere conferma.

Calciomercato: i primi acquisti del 2021

In questa prime fasi di calciomercato, la statistica è chiara: le operazioni nuove (quindi non i rientri dai prestiti o i riscatti) sono state diciotto. Nove per giocatori italiani, nove per stranieri, a cui si dovranno aggiungere molto presto i nomi di Rui Patricio e Giroud, che hanno già fatto i bagagli con destinazione Roma e Milan. Oltre la metà delle trattative per ora concluse, di fatto, sono dall’estero. Mica poco.

 


 

E poi c’è un altro problema, quello delle fideiussioni. Per chi non lo sapesse: si tratta delle garanzie bancarie che permettono alle società di poter procedere con i pagamenti, che per la compravendita dei cartellini sono sempre molto alti. Esiste un sistema specifico per la rateizzazione dei pagamenti (la cosiddetta dilazione), ma è da specificare il fatto che la fideiussione sia obbligatoria tra i club italiani: una società A che compra da una società B in Italia, deve chiedere alla Lega Calcio, pagandola, una fideiussione che possa permettere di frazionare il pagamento fino a un massimo di 5 anni.

 


 

È un sistema a tutela di chi vende, certo, ma è anche un vincolo importante e oneroso per chi compra, che invece è più libero di muoversi in caso di operazioni con l’estero. Sono in tanti, tra agenti e dirigenti, a spingere affinché anche questo aspetto del calcio venga riformato, non per forza eliminando i costi dall’Italia, ma per lo meno rendendo più equa una trattativa tra giocatori italiani (o che giocano nei nostri campionati) e stranieri. Un problema serio, che il calciomercato sta vivendo. E che le società, prima o poi, dovranno affrontare con grande attenzione.

Redazione

Recent Posts

Solet ritrova l’Inter dopo il gol a San Siro e le attenzioni sul mercato

Oumar Solet è pronto per tornare a San Siro, dove l'anno scorso ha segnato all'Inter.…

1 giorno ago

Stengs firma con il Pisa, la Lazio su di lui la scorsa estate

Calvin Stengs sbarca in Italia e firma con il Pisa. La scorsa estate fu la…

2 giorni ago

Retroscena Matić, ecco perché ha scelto il Sassuolo

Nemanja Matić è pronto alla sua nuova avventura in Italia con la maglia del Sassuolo.…

5 giorni ago

Lazaro nel limbo: stasera in campo a San Siro, ma il mercato chiama

Valentino Lazaro si prepara a scendere in campo contro l'Inter a San Siro, ma il…

5 giorni ago

Palestra dall’Atalanta al Cagliari sulle orme di Zortea

Marco Palestra è ad un passo dall'approdo al Cagliari. In arrivo dall'Atalanta, può fare un…

6 giorni ago

L’estate di Andy Diouf: dall’ipotesi Premier alla firma con l’Inter

Dopo Burnley, Crystal Palace e Napoli, l'Inter chiude per Andy Diouf: operazione da 25 milioni…

1 settimana ago