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Camavinga, dal campo profughi al Bernabeu (con l’idea del Judo)

Non ha ancora compiuto 20 anni (lo farà il 10 novembre prossimo), ma è già una delle giovani stelle più importanti dell’intero panorama calcistico europeo. Il trasferimento al Real Madrid infatti non è arrivato per caso e la responsabilità di essere il primo (insieme a Valverde) sostituto di un centrocampo di leggende che ha vinto tutto (Modric, Casemiro, Kroos) non ti viene consegnata senza i giusti meriti a quell’età. Un gol all’esordio nel nuovo Bernabeu, con la maglia bianca che pesa tonnellate, non capita per caso. Così come entrare in un ottavo dì Champions con la personalità e la maturità da lui dimostrata contro il PSG.

 

Dal campo dei rifugiati in Angola al Real Madrid

Il percorso di Eduardo Camavinga per arrivare alla sala trofei del Real Madrid e venire presentato come nuovo acquisto dei Blancos è stato tutt’altro che scontato. Il centrocampista è nato in un campo di rifugiati in Angola, Paese nel quale i suoi genitori si erano rifugiati per scappare dalla guerra in Congo.

Terzo di sei fratelli, si è trasferito all’età di due anni a Fougeres, città di 20mila abitanti nel nord della Francia a circa 50 km da Rennes, dove è poi esploso il suo talento. Qualche anno prima del successo però, un altro ostacolo da superare: la casa costruita dalla sua famiglia viene completamente distrutta da un incendio quando aveva solo 13 anni.

Le difficoltà, l’incendio e il judo

I Camavinga perdono tutto, compresi i documenti che avrebbero potuto accelerare il processo per ottenere la cittadinanza francese. Mentre la famiglia riparte grazie all’aiuto di alcuni associazioni benefiche locali, Eduardo pensa solo al calcio, come vera e propria via di uscita: “Il giorno dopo l’incendio mi presentai all’allenamento. Era l’unico modo per calmarmi e sfuggire da quella situazione” ha dichiarato in un’intervista.  


E pensare che i primi passi nel mondo dello sport li aveva mossi come judoka. Il padre Celestino lo spinse però verso altro quando il piccolo Eduardo iniziò a distruggere ogni cosa che avesse a tiro all’interno della casa. Allora solo calcio, iniziato all’eta di 7 anni. Meno di 11 stagioni dopo, si ritrova nel club più importante al mondo.

Un predestinato, c’è poco da dire. Hatem Ben Arfa (al momento svincolato come tanti altri nomi importanti), che lo aveva preceduto come talento purissimo in giovane età, rimase impressionato dopo aver giocato con lui al Rennes: “Ha tutto, è un centrocampista completo. A soli 16 anni, controlla il gioco a livello fisico e in più ha grande qualità con il sinistro”.

Non a caso infatti è stato il più giovane dal dopoguerra ad essere convocato ed esordire per la nazionale francese. Anche Deschamps ha visto subito in lui qualcosa di “anomalo”, nell’eccezione più positiva possibile.

Grazie al Rennes, ora a Madrid per inseguire un sogno

Un’intelligenza fuori dalla norma, fisicità e qualità. Forse proprio per questo è stato considerato perfetto per essere crescere nel centrocampo importante di Ancelotti.  


Il Rennes lo ha lasciato partire per una cifra di poco superiore ai 30 milioni di euro solo perché il suo contratto sarebbe scaduto nel giugno 2022 e lo avrebbe perso a zero. Lo stesso centrocampista ha preferito lasciare con un anno di anticipo il club per un discorso di riconoscenza e di dare il giusto premio alla squadra che ha coltivato il suo talento.

Poi, la chiamata del Real Madrid non si può rifiutare. Lo ha detto lo stesso Camavinga su Instagram: “My dream club”, il club dei suoi sogni. E la partenza lo è stata altrettanto, da sogno. 

Paolo Borella

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