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Davide
Masi

L’amore per i cavalli, il passato da pallavolista e non solo: alla scoperta di Sardar Azmoun
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Costanza, sacrificio e tanto lavoro. Azmoun, la strada per arrivare in alto, la conosce bene. Dall’Iran alla Russia, un viaggio lungo e pieno di difficoltà. Sardar ce l’ha fatta, ma il bello deve ancora arrivare. L’attaccante dello Zenit sta stupendo tutti, attirando l’attenzione di diversi club. Dalla Ligue 1 alla nostra Serie A, Azmoun piace a tanti, ma in pochi lo conoscono davvero.

 

 

 

 

Alle origini dell'iraniano

 

Ragazzo semplice e cresciuto con sani principi, Sardar, prima di appassionarsi al mondo del calcio, si avvicinò alla pallavolo. Fu il padre, ex pallavolista e allenatore, a trasmettergli questa passione. Dopo qualche anno, però, Sardar decide di cambiare strada. Il suo destino è nel calcio. E vedendo i risultati, è stata la scelta giusta. Nonostante abbia lasciato l’Iran, Azmoun è ancora profondamente legato alle proprie radici, tanto da tornare sempre a casa per trascorrere le vacanze. Oltre al calcio, Sardar è un grande appassionato di cavalli, quello che in Iran chiamerebbero Aloghe Asb. Alle origini di Azmoun, dunque, ci sono dei valori ben precisi.

 

 

 

 

 

Le caratteristiche di Azmoun

 

Attaccante classe 1995 di proprietà dello Zenit, Azmoun è un giocatore duttile, capace di ricoprire diversi ruoli in attacco e dotato di grande tecnica. Prima di arrivare in Russia, Azmoun ha dovuto farsi strada in patria. Nel 2010 entra nel settore giovanile del Sepahan, squadra militante nella prima serie iraniana, approdando in Russia, a Kazan, nel 2012. L’anno successivo arriva l’esordio tra i professionisti, e Sardar si fa trovare pronto. In due anni raccoglie 5 gol, guadagnandosi la chiamata del Rostov e l’etichetta di “Messi iraniano”. Forse un paragone un po’ troppo azzardato, ma i numeri di Azmoun sono quelli di un grande attaccante.




 

 

 

 

È il 2015 quando Azmoun approda in prestito al Rostov. Col Rubin Kazan, nonostante avesse fatto intravedere qualità importanti, non riuscì a ritagliarsi un grande minutaggio. È dunque ora di una nuova esperienza. E il Rostov è il palcoscenico giusto per mettersi in mostra. Qui arriva l’exploit. In due anni porta a casa 20 gol, uno score da vero bomber. Nel 2017 torna al Rubin Kazan, dove però non riesce a ripetere la stagione precedente. Appena 9 reti in 40 presenze. Il bottino non è dei migliori, ma lo Zenit nel 2019 decide di credere in lui. La scommessa è decisamente ripagata. Finora l’iraniano ha portato a casa 52 gol in 76 apparizioni. Numeri eccezionali che non possono passare inosservati. 

 

L'interesse della Juventus e non solo...

 

 

Dopo l’infortunio di Chiesa, Allegri ha richiesto alla dirigenza un attaccante capace di ricoprire più ruoli in attacco. Caratteristiche tipiche di Azmoun. La Juventus ha avviato i primi sondaggi, ma il club bianconero non è stato il primo a interessarsi all’attaccante dello Zenit. Prima della Juventus infatti, come ben sappiamo, anche la Roma aveva pensato all’iraniano.



 

 

 

 

In estate, oltre al nome di Abraham e Sorloth, Mourinho aveva tenuto in considerazione anche Azmoun. Alla fine è prevalso il profilo dell’attaccante inglese ex Chelsea, ma l’iraniano era più di un’idea. Seguito dall’agenzia Epic Sport e rappresentato per l’Italia da Andrea Pellegatti, Azmoun ha gli occhi addosso anche del Lione. Il tecnico dei francesi, Peter Bosz, lo segue fin dai tempi del Rostov. Insomma, il classe 1995 piace a tanti. Serie A o Ligue 1, il futuro è ancora tutto da scrivere. Azmoun intanto si è preso la scena, lavorando in silenzio come ha sempre fatto.

 

 

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