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Milan o Liverpool? Kabak e le trattative infinite
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Ciao a tutti o Hi everybody? Nel dubbio, se le era studiate entrambe, metti mai… In effetti, Kabak sapeva che il suo futuro non sarebbe stato sempre in Germania. Allo Schalke a soli vent’anni era diventato quasi un’istituzione della difesa, tanto da piacere davvero a chiunque. Sirene dall’Inghilterra e dall’Italia: cosa scegliere?

Juve e Inter

Un bel dilemma, che parte da molto lontano. A gennaio 2019, è ancora al Galatasaray quando la Juventus e l’Inter si sono fatte avanti. E per “farsi avanti” non si intendono sondaggi, ma vere e proprie trattative: entrambe si dichiarano intenzionate a pagare la clausola da 7,5 milioni di euro per arrivare al giocatore. Non se ne fa nulla, perché lo Stoccarda propone 11 milioni, vale a dire la cifra della clausola più altri 3,5. “Al miglior offerente”. Le italiane puntano poi su altro (la Juve, per esempio, imbastisce con il Sassuolo l’operazione Demiral) e si aprono le porte della Bundes.

 

 

Passano sei mesi e di nuovo Ozan ha le valigie pronte. Destinazione Italia? C’è già il Milan a cercarlo. Maldini e Massara (che già aveva il giocatore nella sua lista quando era a Roma) chiamano Gardi, partner italiano degli agenti turchi. “Si può fare”, viene detto loro, ma c’è già una bella concorrenza. Il duello è con lo Schalke: i rossoneri pareggiano l’offerta dei tedeschi per il pagamento della clausola di 15 milioni in caso di retrocessione dello Stoccarda, il giocatore accetta ma il rilancio dei biancoblù è decisivo: è l’ultimo giorno utile per far valere quella clausola, si chiude al volo. Meno kilometri di quelli che pensava ma un bel salto di carriera comunque. 

 

 

Non ha fatto in tempo ad arrivare, che dopo pochi mesi si fa avanti… il Liverpool! “Pronto? Sono Klopp: che ne dite se parliamo del futuro del ragazzo?”, chiede il manager all’entourage turco, che intanto sa che il Milan, per quanto beffato, non ha intenzione di mollare la presa. “Ne riparliamo a giugno”, la risposta. Poi c’è stato il lockdown, la pausa infinita e ogni trattativa rimandata al termine del campionato. 

La nuova proposta del Milan

Il Liverpool resta a guardare, il Milan no. A settembre 2020, Maldini e Massara alzano di nuovo il telefono e insistono con Gardi. La cosa si può fare. Ma alla fine lo Schalke dice di no anche di fronte a un’offerta importante a titolo definitivo: “Non abbiamo il sostituto e manca troppo poco tempo per cercarlo”. Amara accettazione, si guarda avanti.

"Here we go"

E si arriva a questo gennaio. Il Liverpool, rimasto silente, ritorna alla carica. A inizio mese propone un prestito con diritto di riscatto. “Assolutamente no”, risponde lo Schalke. “Titolo definitivo”. Che dopo un paio di settimane può diventare un prestito ma con obbligo. 

 

 

Non basta ancora, i reds preferiscono aspettare perché non intenzionati a impegnarsi in modo così definitivo. Aspettano, sì, ma pressano comunque, fino ad arrivare agli ultimissimi giorni. “Lo Schalke ha aperto al diritto di riscatto”. Apriti cielo. Lunedì mattina, il giocatore si precipita in una struttura per sostenere in Germania le visite mediche. Quindi, la firma telematica da inviare in tutta fretta, insieme al caricamento dei documenti necessari per garantire il transfer.

L'attesa finale

Un po’ di paura di non riuscire a fare tutto in tempo, quando finalmente si era riuscito ad apparecchiare ogni cosa (operazione su complessivi 20 milioni di euro tra prestito e diritto, con aggiunta di bonus su obiettivi vari). E il Milan? Negli ultimi giorni, telefono muto. A gennaio speravano si potesse tornare a trattare, ma anche loro per un prestito. Quando lo Schalke ha aperto a questa modalità, il tempo era troppo poco.

 

It’s a dream”. Un sogno, dice ora Kabak. Alla fine ha vinto l’inglese. Per ora.

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