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Luca
Bendoni

"Portatemi al Milan, vi prego": Messias e quella notte sognando rossonero
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A volte i pianeti si allineano. E Junior Messias lo sa bene. La sua è una favola contemporanea che non stanca mai. Si scoprono sempre nuovi retroscena, che si intrecciano attorno alla trama di base, la sua scalata da fattorino di frigoriferi a un'altra notte da ricordare. Dopo il primo gol in Champions League, Messias ha trovato anche la prima rete in questa Serie A.

Messias e la prima notte rossonera

Mette i brividi, vero? La stessa pelle d'oca che avevano i suoi agenti, i fratelli Gabriele e Valerio Giuffrida, alle due di notte del 31 agosto, quando era in corso l'incontro decisivo con i rossoneri e il Crotone. Ad un certo punto chiama il giocatore: "Vi prego, portatemi al Milan". E' più di un desiderio. E' un sogno, anzi il sogno di una vita di gavetta e duro lavoro.

Detto, fatto. Da quel lungo summit segreto all'Hotel Mandarin di Milano escono tutti contentissimi: il Milan per aver trovato il suo trequartista (dopo aver sondato mille nomi, da Ziyech a Faivre fino a Corona), il Crotone per avere incassato 9 milioni (2,6 per il prestito oneroso, 5,4 di riscatto e 1 di bonus) e Messias, ovviamente, per il trasferimento della vita.

La telefonata di Maldini

Sono quasi le tre di notte. Maldini chiama il brasiliano, che è sveglio. Eccome. E non aspetta altro che quel segnale: "Sei del Milan, Junior! Muoviti adesso che ti aspettiamo tra poche ore per visite e firma".
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Così, il giocatore arriva in città in notturna e soggiorna al Westin Palace fino alle otto del mattino: tempo di test medici, poi penna in mano e una firma sul contratto che pesa come un macigno. Anzi, un frigorifero. Ma Messias, che ne ha scaricati e caricati tanti, sa cosa significa. Il gol di stasera ne è solo un'altra conferma. 

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