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Quando Vlahovic poteva diventare il nuovo attaccante dell’Hellas Verona

Oggi Dusan Vlahovic è il giocatore più prezioso della Juventus, ma tre anni fa di questi tempi non era ancora così ambito. Normale per un ragazzo del 2000, che comunque aveva già fatto intravedere doti importanti: nella stagione 2019/2020 il serbo, appena diciannovenne, aveva segnato 8 gol tra Serie A e Coppa Italia con la maglia della Fiorentina.


Gran fisico, buona tecnica, fiuto del gol: un futuro stellato davanti a sé. Ma l’estate successiva, quella del 2020, il club toscano sembrava non voler puntare su di lui come centravanti titolare in vista della nuova stagione. Girava voce che Vlahovic potesse andarsene, in prestito. Fu così che una società, e un allenatore, decisero di puntare forte su di lui.


Vlahovic e la corte di Juric…

La società è l’Hellas Verona. L’allenatore è Ivan Juric, oggi al Torino. Agosto 2020: i gialloblù hanno bisogno di un rinforzo di peso per iniziare la nuova stagione e l’allenatore croato chiama il ds D’Amico: Proviamo a prendere Vlahovic, quello è forte“. L’Hellas prova il solito colpo a effetto a cui ci ha abituati: un giovane di grande prospettiva da valorizzare in campo. La trattativa inizia, la Fiorentina sembra cedere ma poi si ferma: il tanto atteso grande attaccante non arriva, Vlahovic deve restare. S’impunta anche Iachini.


Niente cessione, niente Hellas che poi prenderà Kalinic. La Fiorentina terrà Dusan e mai scelta fu più azzeccata di quella: se la Viola ha evitato la retrocessione in una stagione ai limiti della catastrofe, lo deve al suo giovane attaccante: 21 gol in 37 partite (di cui due gol proprio all’Hellas Verona, uno all’andata e l’altro al ritorno) e la difficile stagione è stata superata senza i danni maggiori grazie anche ai suoi gol. “Vlahovic? Io e D’Amico lo volevamo. C’era la possibilità di prenderlo in prestito e ci abbiamo provato“, ammetterà Juric. Che comunque, pure senza i gol di Vlahovic, salverà di nuovo il suo Hellas.

Cosimo Bartoloni

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