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Ibra vs Lukaku: quando di mezzo c'è anche il calciomercato
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Quella foto sta facendo il giro del mondo, icona di una partita che anche senza pubblico ha trasmesso tante emozioni. Ibra contro Lukaku nel derby tra due squadre che sono tornate a puntare al massimo: segnano entrambi, vince uno solo. Una testa contro l'altra, un mondo contro l'altro. Senza sconti.

 

 

Alla base di quella rissa c'è una vecchia storia che riemerge e racconta dissapori in cui, manco a dirlo, c'è di mezzo anche il calciomercato. Bisogna tornare a tre stagioni fa: 2017/2018. Zlatan e Romelu giocano insieme al Manchester United, anche se “insieme” è parola grossa. In totale collezionano solo sette presenze per 127 minuti complessivi. Gol segnati, zero. 

 

 

Un'intesa che fatica a decollare in campo, figuriamoci fuori. Scelte di carriera non condivise, decisioni molto differenti. Come quella di voler cambiare agente, che Ibra proprio non ha accettato. Zlatan è legato non soltanto da un rapporto lavorativo, ma anche personale a Raiola, alla cui figura ha sempre riconosciuto una spinta fondamentale per la sua carriera. 

L'episodio

Con Lukaku, invece, non è andata proprio così. “Separazione consensuale” aveva detto Mino, poco abituato a vedere i giocatori gestiti da lui cambiare agenzia. Tutto comincia quando, nel 2017, Romelu decide di non rinnovare con l'Everton. “Non è la tua strada”, gli dice la madre, figura di riferimento nella sua vita. L'attaccante lo prende come un segno del destino, le negoziazioni con i Toffees si interrompono e Raiola non la prende benissimo.

 

Frattura insanabile e un addio che a Ibra è piaciuto poco. Ecco perché dal labiale della partita si può capire bene la parola “Voodoo”: espressione ironica e provocatoria che Lukaku, cattolico molto osservante, non ha potuto accettare. Come se non bastasse, a far infiammare Romelu è stata un'altra frase: “Chiama tua mamma, chiama lei”, gli avrebbe detto l'avversario. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

 

 

A fine gara, Conte ha gettato acqua sul fuoco. Pioli pure. Si pensa già alla prossima partita, lasciandosi alle spalle vecchie storie di campo. E di calciomercato.

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